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  • Francesca Corda - Peruresponsabile

Amazzonia.. che passione! (Parte terza ed ultima)


Prosegui pure il tuo racconto..


“Il giorno dopo, dovevamo tornare verso il lodge dove eravamo stati il primo giorno. Quindi abbiamo dovuto ripercorrere il tragitto all’inverso passando anche attraverso i controlli di sicurezza.”


A questo proposito vorrei farti una domanda. Ci sono delle restrizioni per rimanere all’interno del parco?


“Si puó stare solo un numero limitato di giorni. Peró se ad esempio sei lí in veste di biologo puoi godere di un permesso speciale che ti da la possibilitá di fermarti piú tempo rispetto ad un turista qualunque. Credo sia necessario un permesso per svolgere certe attivitá all’interno di queste zone essendo comunque sotto un rigido controllo da parte delle autoritá locali.”


Detto ció, spiegaci come avete concluso il vostro viaggio


“Mentre navigavamo lungo il tragitto che ci avrebbe riportati fuori dal parco, la guida ci ha avvertiti della presenza di un mammifero che camminava indisturbato su una piccola spiaggia sulla sponda del fiume. Noi purtroppo non siamo riusciti a vederlo nonostante ci fossimo catapultati verso la riva per seguirne le orme lasciate sulla sabbia. Amareggiati siamo ritornati sulla barca per proseguire il nostro viaggio.


Nonostante la nostra “delusione”, una volta arrivati al lodge siamo stati accolti da un centinaio di farfalle gialle che svolazzavano liberamente sopra le nostre teste. Conoscevamo giá il lodge perché ci eravamo stati la prima notte ma non avevamo avuto la possibilitá di ammirare tutto ció che si trovava attorno alla struttura per via del buio. Con la luce del sole siamo riusciti a visitare il giardino circostante e ci siamo resi conto che eravamo circondati da uccelli di vario genere tra cui colibrí e ‘oropendola’ – Oriolus Oriolus – che con i loro colori e i loro schiamazzi hanno reso l’ambiente del lodge qualcosa che va ben oltre un semplice rifugio.”


A tal proposito, usciamo brevemente fuori tema. Come sono organizzati questi lodge?


“Sono delle strutture fatte solitamente di legno con i tetti in paglia perché i proprietari cercano di riprodurre in maniera fedele l’aspetto delle case che appartengono alle comunitá locali. Di solito c’é un “edificio” principale che sarebbe una sorta di zona pranzo e poi attorno i bungalow con le stanze per i viaggiatori. Sono quasi delle mini-case con i letti e i bagni. Soprattutto quelli di Inkanatura sono dei veri e propri lodge con tutti i confort, compresa l’acqua calda e rispetto ad altri in cui sono stata, questo é leggermente piú grande. Comunque, anche in questo caso, tutte le strutture devono rispettare dei parametri ben precisi e non devono superarli per nessuna ragione.”


In un certo modo questi lodge rispettano l’ambiente in cui sono inseriti senza far mancare le comoditá di tutti i giorni. Prosegui raccontandoci com’é stato il quarto giorno.


“Ti dicevo che, proprio per il fascino di questo posto, mi son presa del tempo libero per girare attorno al rifugio scoprendo un posto veramente straordinario, pieno di piante, fiori e animali di ogni genere. Dopo aver pranzato siamo partiti per raggiungere la piattaforma di proprietá dello stesso lodge, dal quale speravamo di poter vedere finalmente il famoso tapiro. Abbiamo attraversato la foresta per circa 2 ore e mezzo, fermandoci di tanto in tanto per fare una pausa. Ad accompagnarci c’erano costantemente dei suoni, tra cui il piú caratteristico era quello di un piccolo uccellino che riproduce un suono particolarissimo che ricorda molto il fischio di apprezzamento che gli uomini rivolgono alle belle donne.


Verso le 17 siamo arrivati alla piattaforma che, tra l’altro, é una costruzione molto carina e super attrezzata, formata da una passerella in legno con delle piccole postazioni, coperte da zanzariere e provviste di lettini e cuscini, nelle quali ognuno di noi ha atteso pazientemente l’arrivo dei tapiri alla Colpazona fangosa dove gli animali si recano per rifornirsi di Sali minerali – avendo anche la possibilitá di riposare un po’. Con il passare delle ore peró vedevamo allontanarsi l’ipotesi che i tapiri potessero arrivare. La luce si affievoliva sempre piú insieme alle nostre speranze finché é calato il buio piú totale e facevamo fatica persino a vedere a pochi centimetri dal nostro naso.


Tra una cosa e l’altra ci siamo resi conto che si erano fatte giá le 22 e, con rammarico, abbiamo deciso di consumare la nostra cena al sacco anche perché non potevamo fare troppo tardi visto che ci aspettavano due ore di passeggiata notturna prima di arrivare nuovamente al lodge. Avevamo appena iniziato a mangiare, e quindi a fare un caos tremendo, quando la guida ci dice “sento dei rumori, spegnete tutte le luci”. Ed effettivamente a poca distanza da noi c’era un bellissimo esemplare di tapiro che si rifocillava. L’abbiamo visto avanzare verso la parte dove c’erano le nostre postazioni quindi senza fare eccessivamente rumore abbiamo iniziato a fare moltissime foto per immortalare quel momento.”


Si é reso conto della vostra presenza?


“Penso proprio di si visto che sono riuscita a fare una foto in cui guarda verso la nostra parte ma comunque non sembrava particolarmente interessato alla nostra presenza. Dopo essersi rifocillato si é spostato verso la foresta. Cosí siamo riusciti a finire la nostra cena e incamminarci finalmente verso il lodge.


Il giorno dopo, mi sono svegliata prestissimo per poter fare l’ultimo giro attorno al rifugio prima di partire verso Puerto Maldonado. Abbiamo affrontato nuovamente tre ore e mezza di barca fino a Boca Colorado e un'ora di macchina attraversando piccoli paesini come Boca Colorado, San Carlos e Santa Rosa, fino ad arrivare nel punto in cui io e i miei compagni di viaggio ci siamo salutati.”


Qui termina il tuo racconto di viaggio. Ci hai descritto tutti gli aspetti piú magici e affascinanti dell’Amazzonia ma ora é arrivato il momento di tirare le somme e dirci quali sono gli aspetti negativi e quelli positivi di intraprendere un viaggio in selva.


Una delle cose positive é, come ho spiegato precedentemente, la percezione di ció che ti circonda attraverso i suoni, cioé attraverso l’udito e non la vista. Quando sei li difficilmente hai l’opportunitá di vedere tanti animali. Diverso é percepirli, sapere che sono li, a pochi passi da te anche se tu non li vedi. Questo per me é uno degli aspetti piú belli di questo posto.”


Ora cerchiamo di equilibrare il peso sulla bilancia. Un aspetto negativo quale potrebbe essere?


“Un aspetto negativo é senza ombra di dubbio la presenza dei conosciutissimi mosquitos e di altri piccoli insetti volanti che non solo sono fastidiosi ma che, se ti pungono, possono anche provocare un po’ di dolore. E posso assicurarti che non c’é nessun tipo di repellente in commercio, naturale e non, che possa riuscire ad allontanarli tutti.”


Un altro aspetto positivo?


“É sicuramente l’immensa e stupefacente biodiversitá che si trova in selva. Gli animali che trovi li sono piú grandi di come te li aspetti e anche di come te li immagini ed é bellissimo poterli vedere per la prima volta, apprezzare i loro comportamenti, vedere i loro colori che sembrano molto piú brillanti visti dal vivo. Lo stesso vale per le piante, per gli alberi e per i fiori. In selva ogni cosa ti sembra piú bella e piú attraente di come magari la si vede attraverso le foto sui libri.


A tal proposito posso anche aggiungere un’altra cosa positiva che si puó trovare in selva: le comunitá che ci vivono. Sono principalmente comunitá in isolamento volontario che vogliono, a tutti i costi, mantenere le proprie tradizioni e culture. L’aspetto affascinante é che molte comunitá presenti sul territorio non sono conosciute e tutti coloro che ci vivono rispettano questa loro decisione di non venire allo scoperto. Altre invece apprezzano moltissimo la presenza dei turisti con i quali tentano di creare un legame rivelando i loro usi e le loro tradizioni.”


In compenso?


“In compenso bisogna preparasi al fatto che anche mentre dormi potrai avere a che fare con gli insetti tipici della selva. Tralasciando api e vespe, ci sono anche una miriade di specie di ragni e tarantole, per non parlare delle comunissime zecche. Quindi bisogna arrendersi al fatto che volente o nolente si entra in contatto anche e soprattutto con gli insetti. Un altro aspetto negativo che va contro ció che ti ho detto prima é proprio il fatto che, soprattutto di notte, ci sono dei rumori a cui non sei abituato e questo a volte potrebbe spaventare o comunque generare nel tuo subconscio un po’ di paura. Il buio in selva non é per niente come uno se lo immagina; é profondo e tetro.. e credimi quando ti dico che senza torcia non si vede niente a mezzo centimetro dal tuo naso. In fin dei conti anche questo é un aspetto tanto magico e affascinante quanto misterioso e oscuro dell’Amazzonia.”


Concludi dicendoci gli ultimi due aspetti, uno positivo e uno negativo, che hai vissuto in maniera piú soggettiva


“Un aspetto che sicuramente sento come positivo ma che all’apparenza potrebbe non sembrarlo é il fatto di sentire che l’Amazzonia é un mondo che appartiene solo ed esclusivamente ad essa stessa e quindi, pur essendo particolarmente legata a questa zona e a tutto ció che la riguarda, mi sento sempre e comunque un elemento estraneo. Entrare in contatto con la selva non mi fa sentire parte di essa e per me questo é un aspetto piú che positivo perché nessuno, tranne coloro che ci vivono, possono sentirsi parte di quel mondo. Avere cura di questo posto e non sentirmi, allo stesso tempo, parte di esso é per me una forma di assoluto rispetto. Quindi per me vige la regola guardare ma non toccare.


Questa regola penso valga in questo caso anche per l’ultimo aspetto negativo perché penso che il primo principio da seguire quando si va in Amazzonia sia appunto non toccare NIENTE. É un ragionamento che si collega perfettamente a tutti gli aspetti, positivi e non, che abbiamo affrontato fino ad adesso. Ció di cui hai la percezione é una parte infinitesimale di ció che realmente ti circonda quindi in questo caso il consiglio é di fare sempre molta attenzione e di evitare di appoggiarsi su qualsiasi tipo di superficie.”


Per concludere al meglio questa intervista vorrei che mi stilassi una lista di consigli che daresti a tutti coloro che voglio intraprendere un viaggio in Amazzonia.


“Portare sempre i vestiti adatti cioé magliette a maniche lunghe e pantaloni lunghi preferibilmente di cotone anche se fa caldo. L’abbigliamento adatto puó evitare una marea di spiacevoli inconvenienti tra cui le punture d’insetto. A tal proposito ho un altro consiglio da dare: mai toccarsi avventatamente in un punto dove si percepisce fastidio. Potrebbe capitare che un insetto, involontariamente, si poggi sulla vostra roba e questo puó diventare un “pericolo” nel momento in cui l’insetto si sente infastidito. Per questo motivo sarebbe piú prudente controllarsi prima di intervenire proprio per evitare di essere punti.


Portare sempre con sé un repellente. Come ho giá detto non servirá ad allontanare tutti i tipi di insetti ma comunque vi aiuterá a tenerne lontani alcuni. L’ultima ma non meno importante é portare sempre la torcia. Partire senza torcia avrebbe delle conseguenze abbastanza fastidiose.”


Un’ultima domanda Sara. Qual é lo spirito con cui si parte in Amazzonia?


“Non tutti possono partire in Amazzonia. É necessario avere un grande spirito di adattamento e soprattutto non si deve partire con l’aspettativa di vedere, ad esempio, un animale in particolare ecc. In Amazzonia bisogna avere fortuna. Potresti vedere tutto come potresti vedere niente. Bisogna partire con l’idea di capitare nel posto giusto al momento giusto ma é un aspetto che ovviamente non puó essere calcolato in precedenza. La cosa piú importante che uno puó portare con sé in selva é lo spirito giusto e una buona dose di fortuna. Solo in questo caso l’Amazzonia ti regalerá delle splendide sorprese.


ndr: per ogni info relativa alle esperienze e stage "practicaperu.it" e per viaggi con "peruresponsabile.it" potete scrivere a

STAGE ED ESPERIENZE FORMATIVE >>> info@practicaperu.it

VIAGGI IN PERU >>> tour@peruresponsabile.it

FINE TERZA ED ULTIMA PARTE

Francesca Corda


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