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  • Francesca Corda - Peruresponsabile

Amazzonia.. che passione! (Parte seconda)

Comunque prosegui.. raccontaci un po’ il tuo viaggio


“É stato un viaggio abbastanza lungo e impegnativo. Questo significava per me andare in un posto poco turistico e quindi ancora piú lontano dalle realtá che avevo vissuto fino a quel momento. Ho fatto 10 ore di bus da Cusco a Puerto Maldonado in compagnia della stessa guida che avrebbe seguito me e i due giornalisti durante tutto il viaggio. Una volta giunti sul posto abbiamo aspettato l'arrivo degli altri due componenti del gruppo e siamo partiti alla volta del Manu. La cosa che puó essere considerata negativa in questo caso sono le tante ore di barca che si fanno per arrivare al lodge e poi alla Riserva vera e propria: sono circa 3 ore il primo viaggio e 7 ore il secondo.


La soluzione in questo caso é considerare anche questo tragitto in barca come un viaggio dove si ha la possibilitá di apprezzare in maniera profonda i mutamenti dell’ecosistema, visto e considerato che ci si inoltra in una zona poco battuta e, come ho detto prima, molto poco turistica. Una volta passato il punto di controllo ci si rende subito conto che si sta attraversando una zona quasi intoccata e quasi completamente vergine.


Abbiamo iniziato a vedere molti animali tra cui caimani, aironi, cicogne, pappagalli grandi e piccoli. Siamo riusciti anche a fermarci in una vera e propria spiaggia, con sabbia fine e bianca, dove, durante una breve pausa, abbiamo avuto modo di vedere un sacco di impronte diverse lasciate sulla sabbia dagli animali. É da li che un po’ inizi a renderti conto di dove ti trovi e che da un momento all’altro potrebbe sbucare alle tue spalle qualsiasi tipo di animale, feroce e non.


Comunque una volta fatta questa piccola sosta ci siamo spostati verso il primo lodge che si trova proprio all’interno del Parco Nazionale del Manu. Quí esistono solo quattro lodge e questo fa sí che venga preservato l’intero ecosistema che si trova al suo interno. Anche i controlli sono precisi e minuziosi: ad esempio, qualsiasi cosa viene portata all’interno del Parco dev’essere necessariamente riportata indietro, quindi tutta la spazzatura che abbiamo prodotto é stata riportata all’esterno del Parco, verso Puerto Maldonado. Il lodge é sostanzialmente posizionato nel mezzo del nulla: ci sono solo alcuni bungalow e una sala centrale utilizzata come sala da pranzo. Appena il tempo di sistemarci e siamo subito partiti con la guida per la prima vera esperienza del viaggio, conosciuta con il nome di “caimanear” ovvero andare alla ricerca di caimani.


Dall’altra sponda del fiume rispetto a dove si trova il lodge, ci siamo inoltrati all’interno della foresta e abbiamo camminato per circa un’ora prima di arrivare al porto dove si trova la Cocha Salvador, un vero e proprio lago naturale visitabile solo attraverso un catamarano. Questo catamarano in particolare era molto bello e super attrezzato con sei panche a disposizione per noi. Erano circa le 18, quindi il buio non ci ha permesso di vedere tutto ció che ci circondava ma siamo riusciti a sentire mille suoni differenti che la guida prontamente riconosceva e cercava di spiegarci. Ad un certo punto ci ha detto: “ragazzi mettete la torcia sulle spalle e puntate la luce verso gli alberi e ditemi se vedete qualcosa”. Effettivamente una volta puntato il fascio di luce sono sbucati due, quattro, sei, otto e tanti altri piccoli puntini rossi che stavano lí, fermi, immobili. Ci siamo resi conto di essere circondati da caimani che in un modo o nell’altro ci guardavano anche loro incuriositi. Una volta calato il buio siamo ritornati verso il lodge concludendo cosí il nostro primo giorno di viaggio.


Il giorno dopo siamo andati a visitare una comunitá poco distante dal lodge. La guida ci ha spiegato le loro tradizioni e la loro cultura; la cosa interessante é che, a differenza di altre zone dell’Amazzonia, il Manu dedica solo una piccolissima percentuale del suo territorio al turismo, tutto il resto é pura natura incontaminata e gran parte é territorio delle comunitá che hanno deciso di stare in insolamento volontario. Infatti (lo dice ridendo) temevo che oltre agli animali, durante la notte, potessero aggredirci anche alcuni componenti di queste comunitá, magari con arco e frecce!!"


Insomma in qualche modo aspettavi che ti succedesse qualcosa anche se di fatto non é successo niente. Dopo arriveremo a raccontare le uniche note dolenti di questo viaggio ma per il momento prosegui con il tuo racconto..


“Li nella comunitá ci hanno mostrato alcuni pezzi d’artigianato e poi ci hanno proposto di fare una prova di tiro con l’arco. Ci hanno chiesto di colpire una papaya con arco e frecce. Inutile dirti che nessuno é riuscito in questo intento e che siamo diventati gli zimbelli di tutta la comunitá. Dopo questa bella figura siamo tornati verso la Cocha Salvador dove eravamo stati la sera precedente.


Durante il percorso per arrivare al catamarano ci siamo imbattuti in un branco di scimmie. Ci siamo accorti della loro presenza perché sentivamo le foglie degli alberi muoversi ed essendo delle scimmie abbastanza piccole non siamo riusciti a vederle bene ma solo ad accorgerci della loro presenza. Durante il tour sul catamarano abbiamo visto tantissime altre specie di animali: cormorani, aironi, tartarughe ed in particolare una specie molto conosciuta che si chiama ‘taricaya’ che ha rischiato l’estinzione fino all’anno scorso. Ad una certa ora,peró, ci siamo resi conto che l’unico animale che ancora non aveva fatto la sua comparsa era proprio la lontra.


Stavamo battendo una parte del fiume che é proprio la zona dove vivono questi animali quindi ci é parso strano che ancora non le avessimo viste. I due ragazzi che guidavano il catamarano ci hanno indicato una zona dall’altra parte del fiume dove avevano percepito dei rumori e quindi ci siamo appostati lí nella speranza di poterle finalmente vedere alla luce del sole. Effettivamente dopo pochi minuti sono sbucate: era probabilmente una famiglia, ma non siamo riusciti a vedere i piccoli, mentre le tre che sono emerse dall’acqua stavano sicuramente tentando di procacciarsi del cibo. Non le avevo mai viste cosí da vicino quindi sono rimasta meravigliata e sono anche riuscita a scattare belle foto.”


Mi hai raccontato che le lontre sono considerate degli animali abbastanza violenti vero?


Si, sono considerati tra i primi animali cacciatori per eccellenza all’interno della Selva e si posizionano addirittura prima del caimano e del jaguaro. Nonostante la guida ci avesse spiegato che sono animali molto aggressivi e territoriali, quelle che abbiamo visto quel giorno passavano sotto la nostra barca, come se volessero proprio catturare la nostra attenzione. Ed effettivamente ci sono riuscite. Dopo un po’ di foto le abbiamo lasciate in pace e siamo ritornati al lodge. Dopo pranzo...”


Visto che mi parli del pranzo vorrei che soddisfacessi una mia curiositá.. Cosa avete mangiato durante questi giorni? Sono alimenti che si mangiano normalmente anche in cittá?


“Abbiamo mangiato principalmente ció che avevamo portato con noi da Puerto Maldonado ma anche cose tipiche dell’Amazzonia come la carne di pollo cucinata insieme alle spezie dentro il bamboo, la yuca fritta e la zuppa di quinoa. Insomma piatti semplici e fatti con ingredienti normalissimi.”


Quindi possiamo tranquillamente sfatare un mito: non hai mangiato larve e insetti per 5 giorni


“No, non ne abbiamo mangiato! Io le ho assaggiate durante un altro viaggio ma ti devo assicurare che non hanno nessun sapore particolare. Esistono di diverse dimensioni, ma generalmente vengono vendute come spiedino, cotte alla piastra e accompagnate da rondelle di banana cotte sulla medesima piastra. Di solito si mangia una larva e una fettina di banana come accompagnamento.”


Dopo questa fantastica immagine che ci hai gentilmente offerto, ti va di proseguire con il tuo racconto?


“Certo! Ti dicevo che quel giorno abbiamo continuato a camminare fino ad arrivare ad uno degli alberi piú grandi e piú antichi di tutta la foresta. Su questo albero era installata una scala a chiocciola che portava ad una piattaforma dalla quale si aveva una bellissima visuale della foresta dall’alto. Da un’altra torre vicina, invece, si poteva ammirare il Lago Otorongo. É anche questo un lago naturale bellissimo che peró non si puó piú navigare, perció siamo rimasti appostati sulla piattaforma ad osservare dall’alto il panorama che ci circondava. Al calar del sole siamo scesi e siamo andati alla ricerca del giaguaro. Avremmo tanto voluto vederne uno, ma nulla! Anche se posso assicurarti che lui avrá visto noi. É proprio questa la cosa bella dell’Amazzonia: sai di avere un mondo intorno, mille occhi puntati addosso, percepisci ogni movimento o rumore ma quando ti giri non vedi assolutamente niente.”


Direi che é proprio questo uno degli aspetti piú belli e magici dell’Amazzonia. Nonostante uno si aspetti di vedere chissá che cosa alla fine il senso che si sviluppa maggiormente mentre stai in Selva é appunto l’udito. E credo anche che questo sia uno dei ricordi che nessuno potrá mai cancellare dalla tua mente perché alla fine quando si viaggia solitamente si preferisce scattare subito una foto, ancor prima di stare a guardare e ad ammirare quello che la natura ci mostra.. mentre i rumori e le sensazioni che provi sono difficili anche da raccontare ma ti restano molto piú impresse.


“Si, hai ragione. Infatti é una delle cose che piú ti lascia il segno. I rumori che senti di giorno sono totalmente differenti da quelli che ascolti di notte. Questi suoni non li puoi riprodurre, se non dentro la tua testa quando rivivi il tuo viaggio tramite i ricordi.”

FINE SECONDA PARTE

Francesca Corda


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